Farma Mese, n. 7-2021
Nuova vita al redditometro
La versione 2021 include nuove categorie di beni e consumi, di spese, investimenti e forme di risparmio. Ecco una “mini guida al Redditometro”, per comprendere in dettaglio come funziona.
Torna a calcare la scena fiscale italiana il redditometro, con alcune delicate novità. Con la nostra esperta, dottoressa Paola Castelli, affrontiamo questo tema scottante perché i conti devono tornare sempre e a maggior ragione in questo caso.
Redditometro, lo dice la parola: tuttavia, ci può ricordare in cosa consiste tale strumento fiscale?
Il redditometro è lo strumento di accertamento sintetico, a cui il fisco ricorre, unitamente ad altre armi, per contrastare l’evasione fiscale: con esso l’amministrazione finanziaria ha sempre presunto il reddito complessivo del contribuente, utilizzando determinati indici fissati con decreto ministeriale e basati sul tenore di vita, ossia sulle spese sostenute e sulla disponibilità di determinati beni.
Il redditometro 2021 allarga la propria lente d’ingrandimento, utilizzando anche categorie di consumi considerate essenziali per conseguire uno standard di vita accettabile (cosiddetta soglia di povertà assoluta). Praticamente la vita del contribuente viene sottoposta ai raggi X per ricostruirne la capacità contributiva.
Il Redditometro è lo strumento che utilizza il fisco per contrastare l’evasione fiscale.
Quali sono i periodi d’imposta controllati dal redditometro 2021?
Il nuovo redditometro prende in esame l’anno d’imposta 2016 e i successivi anni.
Qual è la novità in tema di spese rilevanti ai fini del redditometro 2021?
La novità è che vengono considerate spese riferibili a voci che coinvolgono molti aspetti della vita quotidiana, quali, a mero titolo esemplificativo, ma non esaustivo:
• i consumi (alimentari, bevande, abbigliamento e calzature, spese di manutenzione ordinaria di immobili di proprietà o nella disponibilità del contribuente, canoni di locazione, mutui, spese per l’acqua, l’energia elettrica, il gas, spese telefoniche, spese condominiali, acquisto di mobili e di elettrodomestici, spese per altri beni e servizi per la casa quali biancheria, detersivi, pentole, lavanderia e riparazioni; spese di gestione dell’autovettura, dell’eventuale moto, caravan, camper, minicar, natante, imbarcazione, aeromobile, canoni di leasing o noleggio di mezzi di trasporto, spese per i trasporti pubblici. E ancora, acquisto di cellulari e di medicinali, spese mediche, per colf e badanti, per prodotti per la cura della persona, per il barbiere, il parrucchiere, per istituti di bellezza e centri benessere, spese per l’istruzione e per il tempo libero, acquisti di giochi e giocattoli, radio tv, hi-fi, dischi, cancelleria, computer, piante e fiori, abbonamenti radio, televisione e internet, abbonamenti pay-tv, acquisto di argenteria, gioielleria, bigiotteria e orologi, borse, valigie, spese per alberghi, pensioni e viaggi organizzati, spese per pasti e consumazioni fuori casa, spese per attività sportive, per circoli culturali e ricreativi, per abbonamenti a eventi sportivi e culturali, spese per cavalli e per animali domestici, incluse le spese veterinarie);
• investimenti immobiliari (fabbricati e terreni) e mobiliari (auto, caravan, motoveicoli, minicar, natanti e imbarcazioni, aeromobili, contributi previdenziali volontari, oggetti d’arte o antiquariato, manutenzione straordinaria delle unità abitative, donazioni ed erogazioni liberali, azioni, obbligazioni);
• risparmio (parte di reddito non utilizzata per consumi e investimenti). La Superanagrafe dei conti correnti ha a propria disposizione cinque informazioni clou utilizzabili nella lotta all’evasione fiscale: il saldo del conto corrente a inizio anno, quello a fine anno, l’importo totale dei movimenti in entrata, quello dei movimenti in uscita e la giacenza media;
• spese per trasferimenti (imposte, tasse e contributi, assegno all’ex coniuge e via dicendo).
In presenza di voci per le quali il fisco non dispone dell’ammontare di spesa di mantenimento effettivamente sostenuta, l’importo viene calcolato applicando un prezzo rappresentativo del valore d’uso del bene o del servizio considerato, desunto dall’indagine annuale sui consumi delle famiglie compresa nel Programma statistico nazionale ovvero da studi e analisi socio-economiche di settore.
Rilevano solo i beni e servizi riferibili al contribuente controllato?
Sì, salvo prova contraria, essi si considerano sostenuti dalla persona fisica cui risultano riferibili in base ai dati o alle informazioni presenti nell’Anagrafe tributaria.
E per le spese sostenute dal coniuge e/o dai familiari fiscalmente a carico del contribuente?
Tali spese si considerano finanziate con i redditi del contribuente controllato. A essere escluse dal redditometro della persona fisica sono solo le spese per beni e servizi che idonea documentazione dimostra essere riferite all’attività d’impresa.
Pertanto, i beni utilizzati dal titolare di farmacia nell’esercizio della propria attività non rilevano purché tale utilizzo venga documentato: verba volant, scripta manent.
Come viene ricostruito sinteticamente il reddito del contribuente sottoposto a controllo?
Il reddito complessivamente accertabile è calcolato tenendo conto:
• dell’ammontare delle spese, note all’Anagrafe tributaria, sostenute dal contribuente sotto esame;
• dell’ammontare delle spese correnti calcolate in base ad analisi e studi socio-economici;
• dei consumi considerati essenziali per conseguire uno standard di vita minimamente accettabile (soglia di povertà assoluta) per una famiglia corrispondente alla tipologia di nucleo familiare di appartenenza;
• della quota relativa agli incrementi patrimoniali imputabile al periodo d’imposta;
• della quota di risparmio riscontrata dall’Agenzia delle Entrate, creatasi nell’anno e non utilizzata per consumi o investimenti.
Ma passiamo ai fatti. Ecco la “regoletta” del redditometro 2021 per calcolare il reddito accertabile: investimenti effettuati nell’anno – (disinvestimenti effettuati nell’anno + disinvestimenti netti dei quattro anni precedenti l’acquisto dei beni).
Qualora da tale calcolo dovesse emergere una differenza di almeno il 20% tra quanto dichiarato e quanto ricostruito dal fisco, iniziano i “dolori” non del giovane Werther, ma del contribuente.
Supponendo che l’ammontare di spese attribuito al soggetto controllato sia corretto (in difetto, il contribuente potrebbe, infatti, dimostrare che uno o più degli elementi considerati dal fisco nel presumere il reddito in realtà è irrilevante, non congruo oppure che si tratta di oneri sostenuti da suoi familiari), lo stesso dovrà dimostrare al fisco come le stesse sono state finanziate: redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta, redditi esenti oppure soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta -o, in ogni caso, esclusi dalla base imponibile- ovvero aiuto di soggetti terzi (donazione ovvero finanziamento infruttifero da parte di un genitore, eredità e via dicendo) oppure, ancora, disinvestimenti patrimoniali e utilizzo del denaro così realizzato ovvero godimento di rendite finanziarie personali o che la quota di risparmio utilizzata per consumi e investimenti si è formata nel corso degli anni precedenti.

Come ci si può difendere dal redditometro?
Lo dico sempre: prevenire è meglio che curare. Quindi, partendo dal dato di fatto che il tenore di vita deve essere in linea con il reddito dichiarato e che, prima di intraprendere qualunque investimento a livello personale, è fondamentale accertarsi di essere in grado di giustificare al fisco non soltanto il sostenimento della spesa, ma anche il mantenimento del bene, la prima difesa è preventiva ed è la seguente: “non fare mai il passo più lungo della gamba”. Preoccuparsi di essere sempre in grado, anche a distanza di anni, di documentare le modalità di finanziamento degli investimenti effettuati e del proprio trend di vita e conservare ogni documento a tal fine utile.
Infine, nessuna paura: è vero che ogni spesa fatta nella routine quotidiana può essere usata dal fisco contro il contribuente, ma è anche vero che la “moltiplicazione dei pani e dei pesci” è accaduta una sola volta nella storia e, se gli esborsi sono giustificabili (denaro reale, non del Monopoly), non sarà arduo dimostrarne la provenienza.