Farma Mese, n. 10-2021
Telemedicina: via libera agli acquisti
Il contributo arriva fino a un importo massimo per soggetto di 3.000 euro. Non tutte le farmacie, però, ne hanno diritto. Vediamo di capirne di più
Firmato dal ministro della Salute il nulla osta allo stanziamento di oltre 10.000.000 di euro per l’acquisto di apparecchiature di telemedicina. In fase di avvio il provvedimento riguarda solo particolari farmacie, ma speriamo che possa essere presto amplificato, coinvolgendo più croci verdi. Vediamo cosa prevede nel dettaglio con la nostra esperta Paola Castelli.
Dottoressa, cosa viene previsto in tema di telemedicina?
Il 2 novembre scorso è stato firmato dal ministro della Salute il decreto attuativo che dà il benestare all’erogazione di oltre 10.000.000 di euro per l’acquisto, da parte delle farmacie, di apparecchiature di telemedicina.
Ottima notizia! Destinatarie di tale buona novella sono tutte le farmacie?
Possono beneficiare di tale novità soltanto le farmacie ubicate in Comuni con meno di 3.000 abitanti, anche se si auspica che anche le altre farmacie potranno prima o poi fruire di tale misura. Da sempre, infatti, la farmacia è un punto di riferimento imprescindibile per il cittadino, ma la farmacia ubicata in tali piccoli Comuni lo è ancora di più anche per la mancanza di altre strutture sanitarie a portata di mano. Lo scopo della misura in esame è avvicinare sempre di più la salute ai cittadini, facendo sì che gli abitanti di tali piccoli centri urbani, grazie al servizio offerto dalla propria farmacia, possano più facilmente effettuare alcuni esami e screening, come l’elettrocardiogramma e altre forme di diagnosi di base, senza dover per forza percorrere lunghe distanze per effettuare questi test. È un grande aiuto al cittadino: pensiamo, per esempio, agli anziani…
In che cosa consiste tale stanziamento?
Si traduce nel riconoscimento alle predette farmacie di un contributo sotto forma di un credito d’imposta del 50% delle spese per l’acquisto e il noleggio nel 2021 di apparecchiature necessarie per effettuare prestazioni di telemedicina, sino a un importo massimo per soggetto di 3.000 euro. La misura in commento -che si auspica possa essere ampliata ed estesa a formazione e infrastrutture tecnologiche- avvantaggia tre soggetti: il cittadino, la farmacia e il Servizio sanitario nazionale. I tempi sono stretti per approfittare dell’agevolazione; è, tuttavia, auspicabile e prevedibile che gli stessi vengano allungati.
Firmato il decreto destinato alle farmacie: 10 milioni di euro per l’acquisto di apparecchiature
Il contributo non è un po’ “misero”?
Il contributo, pur non essendo di importo rilevante, è molto importante, perché dimostra un’attenzione del Governo verso la farmacia quale presidio sanitario. Si auspica che la misura agevolativa sia solo il primo di altri interventi, stante l’importanza della digitalizzazione in ambito sanitario. Grazie alle risorse stanziate per la sanità all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), nei prossimi cinque anni il Servizio sanitario nazionale indosserà una nuova veste sempre più rispondente ai bisogni di salute della popolazione in termini di prossimità e innovazione: prossimità, digitalizzazione e monitoraggio del paziente cronico sono le parole chiave di tale Piano per la futura assistenza sanitaria. In questo quadro la farmacia, grazie alla sua capillarità su tutto il territorio nazionale, sarà sempre di più il punto di riferimento per la tutela della salute. Incentivare la digitalizzazione in tale azienda e sfruttarla al meglio consente di avvicinare le cure ai cittadini, di comunicare con il paziente e di monitorare e seguire l’effettiva aderenza alla terapia. E chi meglio delle farmacie, diffuse in tutta Italia, può dare una risposta concreta ai tre obiettivi del Pnrr? La speranza, quindi, è che nell’ambito di tale piano si tenga conto del fatto che aiutare tutte le farmacie a investire sempre di più nell’innovazione, nella digitalizzazione, nella tecnologia costituisce un importante aiuto non solo per il Ssn, garantendo un miglioramento dei servizi sanitari territoriali con un risparmio notevole in termini di costi per le strutture ospedaliere, ma anche per lo Stato, perché contributi come questo, se estesi, rappresentano un volano per gli investimenti, che a sua volta crea ricchezza e che produce entrate fiscali per lo Stato.

Quali condizioni devono essere rispettate per beneficiare di tale agevolazione?
È necessario stipulare preventivamente un accordo con l’azienda sanitaria competente per territorio nel quale deve essere definito il tetto massimo delle prestazioni annuali di telemedicina erogabili, che in ogni caso devono essere fornite “su prescrizione del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta”, applicando le tariffe stabilite dal nomenclatore tariffario regionale ovvero l’eventuale regime di esenzione previsto.
Com’è utilizzabile il credito d’imposta riconosciuto alle farmacie?
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione sulle imposte dovute per il 2021. Il credito, inoltre, non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap
Riassumendo, quali sono, quindi, i vantaggi fiscali del contributo per la farmacia?
La farmacia ottiene un credito d’imposta del 50% del costo sostenuto, deduce le quote di ammortamento, con un abbattimento del reddito d’impresa e, quindi, del carico fiscale. Dulcis in fundo il consiglio a tutti i miei lettori è di restare in contatto con i propri consulenti per essere sempre aggiornati sulle future evoluzioni di queste misure.