Farma Mese, n. 4-2021

Farma Mese, n. 4-2021

Regole per una felice convivenza

La pandemia ha incrinato anche i rapporti interpersonali e ha avuto ripercussioni negative sulla sfera lavorativa. I consigli per trasformare in positivo i potenziali conflitti tra i vari soggetti che operano in farmacia

Nell’analizzare l’andamento aziendale si dà molto peso ad aspetti sicuramente cruciali, come la gestione patrimoniale-finanziaria, la gestione economica e amministrativa, quella del magazzino e via di seguito. Tuttavia il Covid non ha minato soltanto la salute delle persone e l’andamento dell’economia in generale, ma ha avuto anche un forte impatto sui rapporti interpersonali, compresi quelli tra i vari soggetti operanti in farmacia. Con la nostra esperta, Paola Castelli, vediamo come trasformare in qualcosa di positivo i potenziali conflitti tra i vari soggetti.

Una gestione proattiva dei possibili attriti può fare la differenza sul risultato economico?

Un’oculata gestione aziendale non può prescindere anche da un’attenta analisi dell’andamento dei rapporti umani tra coloro che operano in farmacia. Soprattutto oggi, con il Covid, ignorare tale aspetto può contribuire a “influenzare per difetto” i risultati economici della propria azienda, mentre non sottovalutarlo può essere foriero di interessanti opportunità. Purtroppo, nella routine quotidiana lavorativa possono capitare momenti di stress: uno di questi, ma non l’unico, è sicuramente alimentato dalla recente pandemia. Può, quindi, accadere che tra i soggetti operanti in farmacia si creino degli attriti: attenzione, però, questo già è fisiologico di per sé, figuriamoci in periodi di tensione come quello attuale. I soggetti che collaborano in farmacia possono avere visioni lavorative tra loro non coincidenti, ma essere uniti da esigenze comuni (esigenze materiali e non materiali, quale, per esempio, l’autorealizzazione). La difficoltà di avere una visione comune su come debba essere condotto il business e il non sentirsi realizzati possono creare dei contrasti. Tale situazione, che si verifica in qualsiasi contesto sociale, è particolarmente diffusa in ambito lavorativo ed è tanto più frequente laddove le dinamiche di tipo economico si sovrappongono a quelle affettive e psicologiche. I “malumori” in azienda non sono, quindi, certo una rarità: divergenze di opinione e disaccordi sono aspetti inevitabili nella maggior parte degli ambienti di lavoro, soprattutto quando non si opta per il detto “la società migliore è quella con un numero di soci dispari inferiore a tre” o, comunque sia, quando il team della farmacia è numeroso. Tuttavia i “malumori”, se affrontati e se correttamente gestiti, stimolano la ricerca di soluzioni creative e possono aprire la mente a nuove prospettive, a nuove idee per sviluppare la propria attività. Reagire e superare le conflittualità può costituire la chiave per una lodevole gestione strategica dell’azienda; viceversa, “fare gli struzzi” o, comunque sia, adottare un comportamento passivo, può essere la causa di risultati deludenti.

Dottoressa, è un disastro se l’armonia in azienda svanisce, vero?

Non è sempre detto: il conflitto, infatti, non va vissuto come una “malattia” da curare. Il conflitto è fisiologico, sì, ma non necessariamente patologico. È una sorta di match dal quale esce vincitore chi applica la migliore strategia e non necessariamente il più forte o il più bravo. Certo è che nella maggior parte delle situazioni conflittuali i vantaggi e le perdite non vengono ripartiti tra i rissosi partecipanti, ma piuttosto l’esito del match determina risultati peggiori o migliori per tutti.

Come si possono gestire, se non addirittura prevenire, gli attriti in azienda?

Innanzitutto, un’apparente ovvietà: è importante conoscere a fondo chi ci affianca in farmacia (dipendenti, soci, familiari collaboratori…), avendone ben chiari i pregi, i difetti e le potenzialità e affidando così a ogni componente della propria squadra il ruolo che lo gratifica e lo valorizza maggiormente. Per evitare o almeno limitare i disaccordi nell’ambito lavorativo -che a volte si possono estendere anche a quello familiare (si pensi, per esempio, all’impresa familiare ovvero alla società partecipata da soci legati da un vincolo di parentela)- occorre adottare una strategia implicita, non una esplicita. Partiamo dalle regole per il “capo”.

Prima regola fondamentale: è vero che l’unione fa la forza, ma, se a essere coinvolti in azienda sono il coniuge o altri familiari, i legami con questi attori devono essere più che solidi, perché in caso di disaccordo con tali soggetti si rischia di avere oltre al danno in farmacia, la beffa a casa. In caso di gestione societaria della farmacia con soggetti terzi è fondamentale redigere con la massima oculatezza e attenzione i patti sociali, corredandoli di eventuali patti parasociali, che integrino e implementino gli accordi dei soci, nonché di eventuali clausole arbitrali. Come si dice, patti chiari amicizia lunga.

Seconda regola: utilizzare strategie comunicative e di partecipazione attiva all’impresa, che rendano consapevole ogni partecipante che, nonostante eventuali divergenze di opinione su determinati aspetti della gestione aziendale, esiste -e deve esistere- un forte e concreto interesse a raggiungere un risultato comune.

Terza regola: evitare di assumere atteggiamenti di tipo autoritario ed eccessivamente accentratori; questo modus operandi non aiuta a motivare il proprio team, che assume un atteggiamento passivo, crea tensioni in quanto non permette il soddisfacimento di quei bisogni non materiali cui si è già fatto riferimento, ovvero l’autorealizzazione, l’indipendenza e il sentirsi apprezzati.

Quarta regola: tenere in debita considerazione le specifiche capacità, competenze e predisposizioni, essere obiettivi e non partire dal presupposto, per esempio, che le proprie aspettative e prerogative coincidano con quelle di chi ci affianca in farmacia, nonché procedere con gradualità, lasciando a ognuno il tempo necessario ad acquisire le competenze.

Quinta regola: saper coinvolgere nella gestione, non in modo competitivo e individualistico, ponendo sempre l’accento sul fine imprenditoriale collettivo. A fronte di buoni risultati non devono poi mancare riconoscimenti concreti e tangibili: riuscire a motivare il proprio team, sia materialmente sia con riconoscimenti umani ed affettivi, è la chiave del successo di molti imprenditori. Ed ecco le regole per il team della farmacia (familiari, soci, dipendenti): assumere un comportamento collaborativo, partecipando alla gestione e assumendosi responsabilmente degli impegni, evitare di considerare la propria posizione come un diritto acquisito e sforzarsi di valutare ed esprimere le proprie specificità con comportamento autocritico. Regole chiare, adempimenti formali e comportamento proattivo consentono di soddisfare il proprio bisogno di autorealizzarsi, di sentirsi autonomi e apprezzati e, quindi, di evitare o risolvere il conflitto. Una regola, invece, comune, valida sia per il “capo”, sia per il team della farmacia, una sorta di promemoria: ricordarsi che si è tutti sulla stessa barca; se la barca dovesse “andare a fondo”, andrà a fondo per tutti e, come si dice in gergo marinaro, “chi non s’aiuta, s’annega”. In conclusione, la limpidezza nei rapporti, la completezza e la precisione dei contratti, la pianificazione della gestione, la motivazione della propria squadra e la solidarietà tra gli operatori consentono di appianare le possibili divergenze in farmacia, garantendo a quest’ultima il successo grazie a una sua gestione a 360°.

I VANTAGGI DEL CONFLITTO POSITIVO

MAGGIORE AUTOSTIMA

La risoluzione positiva del conflitto accresce l’autostima perché fa riflettere sulle proprie capacità personali: spesso le situazioni di difficoltà sono quelle che fanno emergere i punti di forza

MAGGIORE CREATIVITÀ

La discussione tra pareri diversi, un confronto costruttivo, apre la strada a nuove prospettive

MAGGIORE SODDISFAZIONE

Il conflitto stimola interesse e curiosità, consentendo, quindi, di utilizzare le capacità individuali e di valutare le proprie abilità

MIGLIORI RAPPORTI DI LAVORO

Ammettere i diversi punti di vista, capire il motivo di tale divergenza di opinioni, essere disposti a mediare contribuisce a rafforzare il rapporto di lavoro

MAGGIORE FIDUCIA RECIPROCA

Se si riesce a risolvere il conflitto, è probabile che si instauri una maggiore fiducia tra le parti in causa con la consapevolezza, anche per il futuro, che le posizioni non si escludono a vicenda

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