Farma Mese, n. 12 2025

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Pianificazione fiscale in farmacia

Tramite la pianificazione fiscale un’azienda organizza la propria attività al fine di massimizzare l’efficienza fiscale, con un legittimo risparmio di imposte. Non è appannaggio esclusivo delle grandi società: può essere indicata per tutte le realtà economiche, farmacia compresa

Nel precedente articolo abbiamo visto come la regola delle tre “p” sia un must per il futuro aziendale e familiare: pianificare, pianificare, pianificare.

Con la nostra esperta, la dottoressa Paola Castelli, vediamo in cosa consiste la pianificazione fiscale.

Dottoressa Castelli, pianificazione fiscale: di cosa si tratta?

Il Natale si sta avvicinando: perché non concedersi qualche regalo grazie a una gestione fiscale strategica volta a evitare inefficienze e a migliorare la salute economico-finanziaria aziendale e, di conseguenza, quella personale?

Spesso quando si parla di pianificazione fiscale si pensa, sbagliando, a qualcosa di adatto solo a società di grandi dimensioni o addirittura alle multinazionali che operano su scala internazionale.
La pianificazione fiscale può, invece, essere indicata per tutte le realtà economiche, indipendentemente dalle relative dimensioni, e consiste nel processo con il quale un’azienda organizza la propria attività al fine di massimizzare l’efficienza fiscale, ma sempre con un legittimo risparmio di imposte, aderente, tra l’altro, al principio di libertà d’iniziativa economica sancito costituzionalmente (art. 41 Cost.).

Un aspetto determinante è, infatti, la distinzione tra pianificazione e ottimizzazione fiscale lecita e illecita: la cosa fondamentale nel pianificare fiscalmente il futuro proprio e della propria attività è farsi supportare da un esperto, soggetto che dovrà fare un’analisi a 360 gradi della vostra attività, delle vostre esigenze e dei vostri progetti, desideri e obiettivi futuri; tale figura rappresenta non solo un supporto, una sicurezza, ma anche l’arma vincente per non superare il sottile confine tra legittima ottimizzazione fiscale e pratiche contestabili dal fisco: è assurdo risparmiare imposte per poi avere discussioni con l’Amministrazione finanziaria.

La pianificazione fiscale è uno strumento imprescindibile per i titolari lungimiranti, a maggior ragione in un contesto, come quello attuale, molto competitivo: ridurre, ovviamente sempre nel pieno rispetto della legge, le imposte non determina solo un aumento della redditività aziendale, ma libera anche liquidità che può essere reinvestita nell’innovazione tecnologica, nell’espansione della propria attività e nel rafforzamento della propria posizione sul mercato.

LA SOTTILE LINEA ROSSA TRA OTTIMIZZAZIONE FISCALE LECITA
E RISCHIO DI CONTESTAZIONI
PIANIFICAZIONE FISCALE
(TAX PLANNING)
EVASIONE FISCALE
(TAX EVASION)
ELUSIONE FISCALE
(TAX AVOIDANCE)
Attività lecite che si avvale delle opportunità offerte
dalla legge per ridurre il carico fiscale.
Attività illegale che consiste nel non dichiarare o
falsificare le informazioni fiscali per versare meno imposte.
Attività che, pur nel rispetto formale della legge,
ne aggira lo spirito per ottenere un indebito vantaggio fiscale
(c.d. abuso del diritto).

Come pianificare la fiscalità aziendale?

Prima di adottare qualsiasi strategia occorre analizzare la forma giuridica attraverso la quale si sta svolgendo la propria attività per capire se la stessa sia ancora al passo con i tempi e con le proprie esigenze nonché con eventuali progetti futuri perché da essa dipende anche il regime fiscale applicabile in caso di futura vendita della propria attività.

Occorre poi esaminare le agevolazioni fiscali al momento disponibili, gli oneri deducibili o detraibili e i crediti d’imposta applicabili. Pensiamo ad agevolazioni connesse agli investimenti effettuati nella propria attività e ai relativi benefici, pensiamo agli evergreen affrancamento dell’avviamento, rivalutazione delle quote di partecipazione, privatizzazione dell’immobile sede della propria azienda e assegnazione agevolata dei beni ai soci. Pensiamo ancora alla pianificazione degli investimenti (mutuo ovvero leasing operativo?), al welfare aziendale e ai fringe benefit (buoni pasto, buoni acquisto, bonus carburante, formazione dei dipendenti, incentivi e premi lavorativi nell’ottica della work life balance), pensiamo ancora al rafforzamento dell’immagine aziendale (iniziative di marketing, spese di pubblicità e rappresentanza.

Vi anticipo che, tra le varie novità, l’Epifania dovrebbe portare in dono una maggiorazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria (c.d. iperammortamento) a fronte di determinati investimenti. Molto a grandi linee e salvo modifiche dell’ultima ora, l’agevolazione consiste in una riduzione della base imponibile Irpef o Ires per effetto di una maggiorazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, che varia in funzione della tipologia e dell’entità dell’investimento: per esempio, per investimenti in beni materiali e immateriali nuovi (beni 4.0 interconnessi al sistema aziendale) e in beni materiali nuovi finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo (per esempio, l’impianto fotovoltaico) di importo
fino a 2.500.000 euro la maggiorazione è del 180%, mentre per investimenti con premialità green, ossia che riducono i consumi energetici aziendali almeno del 3% o, in alternativa, che riducono i consumi energetici dei processi interessati dall’investimento almeno del 5%, di importo fino a 2.500.000 euro la maggiorazione è pari al 220%.

Questo molto in linea generale, perché è necessario come sempre “dare i numeri” (fatturato attuale e fatturato previsto, costi fissi, costi variabili, possibilità di crescita, ecc.), analizzando la singola fattispecie sia a livello aziendale sia a livello familiare.

TASSAZIONE: UN BREVE RECAP
IMPRESA INDIVIDUALE SOCIETÀ DI PERSONE (S.N.C./S.A.S.) SOCIETÀ DI CAPITALI (IN GENERE S.R.L.) HOLDING (IN GENERE S.R.L.)
Irpef in capo all’imprenditore individuale con aliquote progressive per scaglioni
di reddito (23% fino a € 28.000,00, 35% – che nel 2026 potrebbe scendere al 33% –
oltre € 28.000,00 e fino a € 50.000,00 e, infine, 43% oltre € 50.000,00).
Irpef in capo ai soci e Irap (3,9%) in capo alla società. Ires (24%) e irap (3,9%) in capo alla società. I dividendi percepiti dai soci, persone fisiche, sono tassati nella misura del 26%. Ires (24%), Irap (4,65%, che potrebbe aumentare al 6,65% nei periodi d’imposta dal 2026 al 2028). I dividendi percepiti dalla Holding sono tassati nella misura del 5% grazie alla Participation exemption (Pex).

P.S.: valutare se una trasformazione in un’altra forma giuridica possa offrire vantaggi fiscali.

Dottoressa Castelli, in conclusione cosa consiglia di fare ai nostri cari lettori visto che il Natale e i relativi
doni si stanno avvicinando?

Il mio consiglio è di fare a tutto tondo (a livello aziendale e a livello personale) un “bilancio” dell’anno trascorso
e un “budget” dei propri obiettivi futuri: è da titolari avveduti porre le basi da affrontare nell’anno che verrà con la consapevolezza che la pianificazione fiscale è uno strumento valido per una gestione più oculata del proprio business, orientata al futuro e in grado di fruire dei vantaggi nel tempo offerti dalla normativa, riducendo l’impatto fiscale e potendo così destinare risorse preziose allo sviluppo della propria attività ovvero anche ad investimenti effettuati a livello personale, quale privati, per garantire a se stessi e ai propri familiari un futuro sereno.
Tornando alla festa passata (Halloween) non si tratta di treats (scherzetti, trucchi) da Molière per non pagare, ma di fare, nel totale rispetto della legge, scelte aziendali intelligenti per versare il giusto.
Natale non arriva tutti i giorni, ma non è necessario correre. Cari lettori, già correte sempre: sta a voi decidere se e quando pianificare fiscalmente la vostra vita aziendale e familiare con conoscenza e competenza.

Il mio augurio di un sereno S. Natale e di un gratificante 2026, secondo la regola delle tre “p”.

 

 

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