Farma Mese, n. 6-2022

Farma Mese, n. 6-2022

Un’estate vale più di dieci inverni

Arriva la stagione in cui è facile fare gentili e graditi omaggi ai propri clienti/pazienti. Ma quali normative e quali sgravi fiscali interessano questi cadeaux?

La tanto auspicata estate è ormai alle porte e il farmacista anche in questo periodo è a fianco della propria clientela con lo scopo di tutelarne la salute. Analizziamo, quindi, con Paola Castelli come il titolare può coccolare i propri clienti.

Il mondo farmacia -e non soltanto- si trova ad affrontare delle dure prove. Cosa ci dice al riguardo?

Quanto sta accadendo in un ormai ben noto Paese dell’Europa orientale ci ha fatto in parte dimenticare la grave pandemia da Covid che da più di due anni ci accompagna e che a sua volta ci ha fatto scordare altre patologie, passate in secondo piano. Il ruolo dei farmacisti è sempre più cruciale. Come ogni estate la forza dei virus, in generale, sembra allentare la morsa. In estate, con il caldo, tutto va bene, lo spirito ne beneficia e il minore stress contribuisce a rafforzare le difese immunitarie. 

Non finirò mai di dirvelo: prevenire è meglio che curare. Pertanto, è importante che il cliente sappia cogliere il momento estivo per fare la scorta per l’inverno, come gli scoiattoli, di salute e chi meglio del farmacista può aiutarlo nel perseguire tale obiettivo? 

Per il cliente è necessario porre in atto tutte le precauzioni per affrontare le stagioni fredde, accumulando, per esempio, vitamina D ed evitando, grazie al solleone, rilevanti problemi cutanei e pressori. In questo il titolare può -stimolando non la melanina, ma la store loyalty- impreziosire la propria figura di farmacista di famiglia, dimostrando sempre attenzione al proprio cliente, anche regalando prodotti utili per la stagione estiva, che contribuiranno al benessere del cliente nelle brutte stagioni. 

Le lunghe giornate estive portano, infatti, a trascorrere maggior tempo all’aria aperta, favorendo l’esposizione solare, a volte causa di scottature e arrossamenti della pelle, ancora impreparata a ricevere i raggi ultravioletti. L’estate è il momento in cui, per l’estensione della superficie corporea esposta e per i tempi di esposizione prolungati, il rischio per la salute aumenta. 

Il titolare nell’essere sempre vicino al proprio cliente/paziente, oltre a fornirgli preziosi consigli, potrebbe fare alcuni omaggi per l’estate: per esempio, creme solari (che proteggono la pelle e consentono al cliente di fare un po’ di scorta di vitamina D, esponendosi al sole con le dovute cautele), integratori alimentari (che contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo), integratori alimentari di magnesio e potassio (che aiutano, in particolare, i soggetti ipotesi e gli sportivi), un beauty contenente creme solari, burro cacao o prodotti (creme, spray, gel) volti ad alleviare le eventuali scottature (se il cliente, un po’ discolo, non ha seguito alla lettera i consigli del proprio farmacista di fiducia), cappellini, ciabatte da spiaggia, borracce personalizzate e via di seguito. 

Quindi parliamo di omaggi alla clientela. Ma in genere tali doni non sono natalizi?

Sì, può accadere che vengano fatti soprattutto sotto Natale, ma perché essere vicini al proprio cliente soltanto in quel periodo? I cadeaux possono essere previsti in qualsiasi momento, non ci deve essere per forza una particolare ricorrenza. 

L’importante è l’animus di tale iniziativa: per la farmacia contribuire alla protezione della salute della propria clientela e anche di quella della propria azienda, mentre per la clientela sentirsi coccolata e supportata dalla propria farmacia. 

Qual è il regime fiscale degli omaggi alla clientela?

Ai fini delle imposte sui redditi, gli omaggi ai clienti sono interamente deducibili se di valore unitario non superiore a 50 euro, mentre se di valore unitario superiore a questa cifra, sono deducibili nell’esercizio di competenza in misura pari all’1,5% dei ricavi e altri proventi fino a 10.000.000 euro. 

Per valore unitario si intende non il costo dei singoli beni che compongono l’omaggio, ma il costo dell’omaggio nel suo complesso. 

L’omaggio di beni oggetto della propria attività (prodotti oppure commercializzati dalla farmacia) è soggetto a Iva a prescindere dal costo (valore) unitario dei beni e l’Iva sul relativo acquisto è detraibile. 

Per quanto riguarda il trattamento degli omaggi ai fini Irap, occorre distinguere tra società di capitali, da un lato, e società di persone e imprese individuali, dall’altro lato: 

  • Società di capitali (S.r.l. più diffuse nel mondo farmacia) – le spese per omaggi sono deducibili per l’importo stanziato a conto economico;
  • Società di persone (S.n.c. e S.a.s.) e imprese individuali: gli omaggi non sono deducibili ai fini Irap, salvo opzione da parte delle società di persone e degli imprenditori individuali in contabilità ordinaria per l’applicazione del metodo a valori di bilancio secondo le regole dei soggetti Ires (ossia delle società di capitali).

Dottoressa Castelli, come al solito, qual è la sua conclusione?

Esopo scriveva “Chi canta durante l’estate, danza durante l’inverno”, è una sorta di reazione a catena: gli omaggi, che in fondo non costano poi così tanto alla farmacia, oltre a fare molto felici i clienti, sono utili nel promuovere tale azienda. Aumentando, infatti, il gradimento e la stima dei clienti già acquisiti, tramite loro è possibile diffondere la professionalità e le competenze proprie della farmacia e, quindi, acquisire anche nuova clientela. Con piccole attenzioni, insomma, si possono ottenere buoni risultati. 

 

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