Farma Mese, n. 9-2021
Nuova vita all’Iri?
Prevista un’unica aliquota del 24% al posto della minima del 23% e della massima del 43% prevista dall’irpef. Ma attenzione: non è tutto oro quel che luccica
La riforma fiscale 2021 è in arrivo: tra le varie misure ipotizzate si parla della possibile reintroduzione dell’Iri (cosiddetta imposta sul reddito d’impresa) e di un’altra importante novità fiscale. Analizziamo tali rumour con la nostra esperta, Paola Castelli.
Sembra proprio che l’Iri torni a far parte della famiglia delle imposte a cui è possibile assoggettare il reddito d’impresa (e, quindi, il reddito della farmacia).
Sì, la riforma fiscale 2021 potrebbe reintrodurre nuovamente l’Iri per gli imprenditori individuali e le società di persone (S.n.c. e S.a.s.) in contabilità ordinaria, che potranno, quindi, avvalersi del regime fiscale previsto per le società di capitali in luogo della tassazione progressiva Irpef.
Regala un risparmio, ma equipara la tassazione indipendentemente dalla forma giuridica dell’attività
Ci può ricordare che cosa consiste il meccanismo di tale imposta?
Il reddito aziendale del titolare di farmacia -persona fisica che svolge un’attività di impresa in forma di impresa individuale ovvero di società di persone- confluisce oggi nel proprio reddito personale, indipendentemente dal fatto che tale reddito venga o meno prelevato: tale reddito è tassato ai fini Irpef con aliquote progressive per scaglioni (aliquota minima del 23%, aliquota massima del 43%) a cui vanno aggiunte le addizionali Irpef, arrivando, quindi, a una tassazione media del 38% circa. Per effetto dell’Iri il reddito d’impresa potrà essere assoggettato a un’unica aliquota proporzionale pari a quella applicata alle società di capitali (ora 24%). Attenzione, però: non è tutto oro quello che luccica.
In che senso, dottoressa?
Scopo dell’Iri, che regala un risparmio in termini di aliquota in media di circa il 14%, è equiparare la tassazione del reddito d’impresa qualunque sia la forma giuridica dell’attività. Le cose non finiscono qui: se si vuole mettere in tasca l’utile, scatterà una tassazione in capo al percettore.
A parte l’Iri, altre novità nella prossima riforma fiscale?
Introduce una nuova previsione interessante anche per le farmacie: far sì che la tassazione delle persone fisiche si evolva verso un sistema duale. Ciò significa che soltanto i redditi di lavoro continueranno a essere tassati con le aliquote progressive Irpef, mentre tutti i redditi derivanti da impiego di capitale -sia nel settore finanziario, sia nel settore immobiliaresaranno assoggettati a un’aliquota proporzionale coincidente con quella del primo scaglione Irpef (attualmente pari al 23%). Il primo scaglione Irpef, attualmente pari al 23%, potrebbe subire una piacevole riduzione di aliquota: si parla, infatti, di un’aliquota del 21%… meglio di niente: come si dice, “two (2% in meno) is meglio che one!”. I redditi finanziari -quelli derivanti da risparmi investiti in azioni, obbligazioni, fondi di investimento, Etf e via dicendo- verranno riuniti in un’unica categoria, che includerà sia i redditi di capitale, sia i redditi diversi, e saranno tassati con l’aliquota del primo scaglione Irpef. Oggi molti di questi redditi subiscono una tassazione del 26%; se la tassazione dovesse scendere al 21%, il risparmio fiscale potrebbe essere interessante.
In pratica, in cosa si potrebbero tradurre tali novità?
Nell’applicazione di un’unica aliquota di tassazione per i redditi derivanti dall’impiego di capitale, anche in ambito immobiliare, e per i redditi derivanti dall’impiego del capitale nell’attività d’impresa e di lavoro autonomo effettuati da soggetti diversi da quelli Ires e, dunque, diversi dalle società di capitali. Per effetto di tali novità, se confermate, chi acquisterà una farmacia utilizzando in parte i propri risparmi o, comunque sia, chi investirà parte dei risparmi nella propria attività, sarà tassato in misura proporzionale sul reddito presunto derivante dall’investimento. Questo reddito presunto non entrerà, quindi, più nel calderone dell’Irpef progressiva, con un evidente vantaggio. Infine, tornando ai rumour, si vocifera di un graduale superamento dell’Irap. Questi sono dei brevissimi flash su alcune possibili novità della riforma fiscale 2021; a questo punto, per tirare le somme, non ci resta che attenderne la versione definitiva.
