Farma Mese, n. 10-2022
Senza i regali, che Natale è?
Qual è il trattamento fiscale degli omaggi in particolare ai fini delle imposte sui redditi? È utile saperlo in questo periodo, quando ci accingiamo a pensare a qualcosa da regalare ai nostri clienti in vista delle festività.
Il tempo vola e Natale è ormai alle porte, un Natale più malinconico rispetto ai precedenti a causa delle gravi tensioni geopolitiche, della guerra in Ucraina, dell’inflazione, dell’aumento delle bollette e del Covid, che, seppur ridimensionato, non vuole abbandonare la scena. Questo in un periodo dell’anno che dovrebbe dare ossigeno all’economia e serenità ai cittadini. Vediamo con la nostra esperta Paola Castelli come i titolari possono, come sempre ma a maggior ragione in questo periodo, stringersi ai propri clienti, contribuendo a rendere un po’ più lieto questo momento dell’anno: come diceva il ritornello di una nota canzone, “con un poco di zucchero la pillola va giù. Tutto brillerà di più”.
Dottoressa Castelli, ci stiamo avviando verso una fase di recessione: come possono i titolari rasserenare un po’ i clienti?
In questo particolare periodo dell’anno, per alcune persone felice, per altre meno, il ruolo dei farmacisti è fondamentale. I titolari, in particolare, non sono soltanto validi e competenti professionisti deputati a tutelare la salute dei cittadini, ma in un certo senso, nel perseguire tale mission, entrano un po’ a fare parte della famiglia di tutti noi. Quale momento migliore del Natale per tirare su gli animi con un regalo e perché farlo? In fondo tale pensiero fa bene a chi lo riceve, ma anche a chi lo fa. Gli omaggi, nella fattispecie natalizi, per la farmacia significano, infatti, contribuire al benessere della propria clientela e di quella della propria azienda, mentre per la clientela si traducono nel sentirsi avvolti in un caldo abbraccio e supportati dalla propria farmacia. Dimostrare attenzione al cliente fornendo preziosi consigli, ma anche facendogli un dono è un plus; in fondo, un regalo fa piacere a tutti e può aiutare il cliente a tenere egregiamente testa all’inverno, per poi affrontare le belle stagioni al top della forma.
Gli omaggi natalizi possono essere di vario tipo, utili (parafarmaco) e “futili” (cosmetica & co). Con il freddo in genere aumentano i malanni tipici di questa stagione (raffreddore, mal di gola, tosse, influenza, dolori reumatici, dolori articolari) oppure gli inestetismi (cute più secca o arrossata dal freddo): gli omaggi potrebbero consistere in integratori mirati a rigenerare il cliente, a base di vitamina C e/o di vitamina D, in integratori volti ad aumentare le difese immunitarie, prodotti naturali e fitoterapici. Passando alla dermocosmesi, il titolare potrebbe regalare creme volte a proteggere la pelle del viso, del corpo e delle mani dalle basse temperature e a nutrirla, potrebbe omaggiare saponi, bagnoschiuma e doccia schiuma nutrienti, il tutto confezionato in un bel packaging, magari anche ecosostenibile, in chiave natalizia. I “cadeaux de Noël” non si esauriscono qui, potendo anche consistere nel donare ai propri clienti alcuni servizi della farmacia: misurazione della pressione, elettrocardiogramma, analisi del colesterolo, della glicemia e via di seguito.
Tutto ha un prezzo anche se si parla di doni ai propri clienti. Qual è il trattamento fiscale degli omaggi in particolare ai fini delle imposte sui redditi?
Tali doni, se costituiti da beni di valore unitario non superiore a 50 euro, sono interamente deducibili; viceversa, se si tratta di beni di valore unitario superiore a questa cifra ovvero di servizi (in questo caso indipendentemente dal loro valore), sono deducibili nell’esercizio di competenza in misura pari all’1,5% dei ricavi e altri proventi fino a 10.000.000 euro.
Cosa si intende per valore unitario?
Si intende il costo dell’omaggio nel suo complesso e non quello dei singoli beni che lo compongono.
Gli omaggi sono soggetti a Iva? E come giocano gli omaggi ai fini Irap?
L’omaggio di beni o servizi oggetto della propria attività è soggetto a Iva e l’Iva sul relativo acquisto è detraibile. In merito all’Irap, invece, occorre distinguere tra società di capitali, da un lato, e società di persone e imprese individuali, dall’altro lato:
- Società di capitali (Srl le più diffuse nel mondo farmacia) – le spese per omaggi sono deducibili per l’importo stanziato a conto economico;
- Società di persone (Snc e Sas) – gli omaggi non sono deducibili ai fini Irap, salvo opzione da parte delle società di persone in contabilità ordinaria per l’applicazione del metodo a valori di bilancio secondo le regole dei soggetti Ires (ossia delle società di capitali);
- Imprese individuali, gestite o meno in forma di impresa familiare – udite udite, tali imprese sono Irap free: per loro l’Irap è stata abolita.
Cosa ci dice, dottoressa, in conclusione del suo intervento e del 2022?
Una frase di Taylor Caldwell ben si adatta al ruolo del farmacista e anche all’animus che può portare il titolare a fare un omaggio ai propri clienti, soprattutto a Natale, momento gioioso, da un lato, ma anche triste, dall’altro lato, anche per il ricordo dei cari che, purtroppo, ci hanno lasciato. “Il vero messaggio del Natale è che noi tutti non siamo mai soli”: grazie a un omaggio, il titolare dimostra ancora una volta di tenere ai propri clienti e di essere sempre al loro fianco con competenza e anche umanità. In conclusione, una filastrocca rivolta a tutti voi: “È venuto un angioletto e mi ha dato un biglietto. A carattere cubitale c’era scritto Buon Natale!”.


